Conti e immobili nell’Isee precompilato

Fisco e welfare

La dichiarazione per avere l’indicatore della situazione economica della famiglia da gennaio sarà disponibile sul sito Inps con una serie di dati caricati dal sistema

di Valentina Melis


Manovra e famiglia: le novità dagli asili ai neo-papà

3′ di lettura

Conti correnti, immobili e redditi della famiglia. Sono queste le tre principali voci che dovrebbero comparire automaticamente nel sistema dell’Isee precompilato, al debutto tra 50 giorni, il 1° gennaio 2020. In pratica, chi avrà bisogno di ottenere l’indicatore della situazione economica per ottenere ad esempio uno sconto sulle tasse universitarie o sulla retta dell’asilo nido, potrà collegarsi al sito Inps e arrivare al calcolo in modalità fai da te, senza rivolgersi a un Caf, come succede già dal 2015 per la dichiarazione fiscale. Solo il 13% dei modelli 730 – 2,7 milioni su 20 – arrivano in realtà all’agenzia delle Entrate in questa modalità, ma è una percentuale in crescita negli ultimi anni.

«Si passerà dal sistema attuale – spiega Raffaele Tangorra, direttore generale per la Lotta alla povertà e la programmazione sociale del ministero del Lavoro – quello di un Isee post-compilato, nel quale il cittadino dichiara una serie di dati e poi l’Inps li controlla e li completa, attingendo ai dati dell’agenzia delle Entrate, a un sistema nel quale l’Inps precompilerà direttamente la dichiarazione sostitutiva unica (la cioè la Dsu che serve a chiedere l’Isee, ndr), collaborando con la stessa Agenzia».

Da dove arrivano le informazioni
Per la Dsu precompilata saranno usate le informazioni disponibili nell’Anagrafe tributaria e nel Catasto, oltre a quelle su saldi e giacenze medie di conti e depositi del nucleo familiare comunicate da banche, Poste e intermediari finanziari all’anagrafe tributaria. I dati sui redditi saranno “pescati” dalle dichiarazioni fiscali e quindi – dato anche lo slittamento in avanti del termine per le dichiarazioni, negli ultimi anni – si farà riferimento ai redditi di due anni prima.

Chi avrà bisogno di una fotografia più aggiornata della propria situazione economica, ad esempio perché ha perso il lavoro, potrà richiedere un Isee corrente, riferito a un periodo di tempo più ravvicinato alla richiesta della prestazione agevolata (in questo caso, la durata dell’Isee sarà di sei mesi anziché di un anno).

All’Isee precompilato si potrà accedere direttamente dal proprio computer, tramite i siti dell’Inps o dell’agenzia delle Entrate, o rivolgendosi a un centro di assistenza fiscale. Resterà comunque possibile presentare la Dsu in modalità non precompilata, come accade oggi.

Fonte